L’eros e Marilena Boccola

Pensavate che le feste di Natale potessero mettervi a riparo da questo genere di abbuffate?
Ospite di questa settimana è Marilena Boccola, che tra le pentole e le padelle di #readEat – libri da mangiare si muove come una persona di casa! Tema di oggi è quella sfumatura speziata che caratterizza i suoi romanzi.

Antipasto
Ciao Marilena, grazie per esserti prestata a questa cena virtuale! Qualche settimana fa ho parlato del tuo Nella rete di Shakespeare a proposito di un doppio appuntamento con l’amore. Si può dire che nei tuoi romanzi la missione sia celebrare proprio questo sentimento da ogni punto di vista, coniugando alla purezza di un’emozione anche la fisicità che la sostiene. Parlare di eros può far storcere il naso, a volte, altre può incuriosire: come sei approdata da HarperCollins?

Per caso, così come avvengono tante cose nelle nostre vite. Semplicemente, il 30 dicembre del 2015 (compleanno di mio marito) ho mandato il manoscritto a tre case editrici e tutte e tre si sono mostrate interessate. Tra queste, c’era HarperCollins
Io non scrivo solo erotici. E forse Nella Rete di Shakespeare nemmeno si può definire erotico. È un romance sensuale, diciamo… Il primo romanzo che ho pubblicato con HarperCollins, Baci, sabbia e stelle, non lo è per niente, però confesso di amare le note piccanti, un po’ di pepe e spezie che distribuisco con più o meno abbondanza nei miei scritti

Primo
Avendo letto Nella rete di Shakespeare la sfumatura sensuale – come la chiami tu –, quel quid ci sta proprio perché si scopre quanto in realtà il sesso sia un elemento necessario ai fini di trama, utile a presentare i filtri attraverso cui le persone vengono viste e vissute.
Secondo te cosa rende discriminato l’erotismo in un romanzo?

Secondo me nell’editoria ci sono degli universi paralleli. L’erotico è un genere che ‘tira’ tantissimo e in un mondo di lettrici donne (diciamocelo) è di conseguenza un genere molto letto. Nell’universo più in vista, in cui prevale il cartaceo, vengono senz’altro valorizzati altri generi, ma credo che questo non renda nessuno di serie A o Z, semplicemente, a mio parere, si tratta di generi diversi e la lettura di uno non esclude quella dell’altro. Io stessa leggo un po’ di tutto ma quando mi voglio rilassare prediligo leggere (e scrivere) storie d’amore, se possibile sensuali.

Secondo
Tu dici che l’erotico ‘tira’.
Eppure nei tuoi romanzi io non ci vedo quella sensualità atta soltanto a catturare le casalinghe annoiate. A te che ormai sei del mestiere, chiedo: quando e come collocare l’elemento ‘piccante’ all’interno del romanzo?

Parlo per i miei romanzi. L’elemento piccante è per me un tirante, come la ricerca degli indizi per arrivare all’assassino in un romanzo giallo. È come disseminare il sentiero della narrazione di pezzetti di pane che conducono verso il finale. Tutto il resto è la storia che si desidera raccontare, possibilmente non banale, ricca di riferimenti culturali, artistici, ambientali. A me piace valorizzare questi aspetti e nel mio piccolo mi sembra di riuscire a farlo.
Senza prendermi troppo sul serio, naturalmente! Parliamo sempre di romance, non certo di romanzi candidati al Nobel per la letteratura!

Contorno
Bé, se vogliamo dirlo anche l’eros può essere un riferimento culturale! Da Ovidio ad Anais Nin, l’erotismo rompe le barriere laddove la società cerca di erigerle! E un romance, non essendo comunque un genere di serie b, può portare comunque numerosi spunti per guardare il reale. In Nella rete di Shakespeare si è affrontato un tema importante e contemporaneo, quello che vede protagonista una società dove la prima impressione è sulla bacheca dei social, più che di persona. E in un certo senso i protagonisti cadono proprio in questo tranello, ognuno con le sue maschere a combattere con la prima impressione, contro il primo muro.
Quanto è stata utile, la tensione intima tra i due protagonisti, a far cadere questo muro?

A tal proposito mi vengono in mente le parole di un tormentone dell’estate che dice ‘non abbiamo più contatti, soltanto like a un altro post’. Bè, questo è un po’ il rischio che corrono anche i protagonisti del mio romanzo, che si conoscono tramite la rete. Di fatto contatti ce li hanno, eccome, a dimostrazione del fatto che c’è bisogno di abbracci, di occhi negli occhi, di sentire i sensi risvegliarsi, per superare tutte le barriere… E poi non a caso nel mio romanzo ho inserito un personaggio che va al di là delle prime impressioni, che costringe a superare i muri. Il fratello di Carlotta incarna la frase del Piccolo Principe stra-abusata ma sempre vera: ‘l’essenziale è invisibile agli occhi’, per scoprirlo è necessario andare oltre le apparenze…

Dolce
E infatti proprio al fratello di Carlotta volevo arrivare, lui che sembra così limitato e invece ha capito tutto molto prima che il tutto accadesse! Il tutto contornato dalla figura di Shakespeare che si sa, ha creato maschere, trame e travestimenti molto prima dei social!
Hai intenzione di usare di nuovo la figura di questo grande autore come ‘padrino’ delle tue opere?

Per il momento non credo. Però ho già pronti due nuovi personaggi, Raffaello in un romanzo ambientato a Urbino, città in ci è nato, e Guido Gozzano con i riferimenti letterari alle sue opere in un altro.

 

Digestivo
Devo ammettere che riprendersi dai bagordi natalizi non è stato facile, ci voleva un pasto così, piacevole e leggero!
Grazie ancora a Marilena Boccola per aver risposto alle mie domande, e grazie per essere stata la prima ospite #readEat del 2018! Spizzichi e bocconi torna settimana prossima, nel frattempo non perdete l’uscita del prossimo piatto di cucina letteraria, venerdì!

Editor freelance, lettrice compulsiva, mangiona impenitente. Tra un refuso e una briciola recensisco libri e lavoro con gli autori accanto alle loro storie.

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