nevernight di jay kristoff

Nevernight di Jay Kristoff, recensione di Camilla Ottani

Nevernight – Mai dimenticare
 Libro primo degli accadimenti di Illuminotte
di Jay Kristoff

 

«Tu hai l’aspetto di una ragazza che ha confidenza con le pagine. Riesco a capirlo. Hai le parole nell’anima.»

«Parole nell’anima?» lo schernì Mia. «“Bruciare dopo aver letto”?»

«Ascolta, ragazza. I libri che amiamo, ci amano a loro volta. E proprio come noi segniamo certi passi sulle pagine, quelle pagine lasciano il segno su di noi. Lo posso vedere in te, come sicuramente tu lo vedi in me. Tu sei una figlia delle parole. Una ragazza con una storia da raccontare.»

 

Parlare di Nevenight (click) è impossibile, dato che ormai è sulla bocca di tutti. Quindi perché non farlo anche noi?

Ammetto di aver aspettato questo libro per tanto tempo, sin dal primo annuncio di pubblicazione da parte della Oscar Fantastica a febbraio. Per questo, dopo l’infinità di spettacolari fan art che hanno inondato Instagram, nel momento in cui è stata annunciata l’uscita dell’intera trilogia nello stesso giorno, non potevo non fiondarmi in questo mondo che l’autore stesso definisce volgare, sanguinolento, sexy e dark. Per parlarne però, bisogna prima capire di cosa si tratta.

Il presupposto iniziale per il world building di questa serie parte da una particolare domanda: cosa sarebbe successo se Giulio Cesare non fosse mai riuscito a far cadere la forma di governo repubblicana a Roma e questa fosse sopravvissuta nella storia fino al medioevo e poi al rinascimento italiano?

Siamo nella repubblica di Itreya, in un mondo illuminato da tre soli che non tramontano mai, e nel cielo è presente uno o più di essi. La notte come la conosciamo, chiamata verobuio, avviene solo per una settimana ogni due anni e mezzo.

Nel corso del racconto veniamo a conoscenza di cos’è successo al mondo attraverso le note dell’autore, ricche di sarcasmo ma capaci di darci un quadro generale, con dettagli sul governo e i suoi esponenti, su tradizioni e luoghi.

Nevernight è la biografia in tre volumi che racconta la vita di Mia Corvere, l’antieroina di questa storia.

Tutto inizia quando lei ha dieci anni e riesce a scappare da un attacco alla sua casa. Viene accolta da Mercurio, che la istruirà per sei anni, preparandola ad entrare nella Chiesa Rossa culto di Niah, la signora dell’omicidio benedetto dove, con i loro insegnamenti, potrà diventare una Lama e vendicare la sua famiglia.

 

«Sarai una diceria. Un sussurro. Il pensiero che fa svegliare i bastardi di questo mondo madidi di sudore nell’illuminotte. L’ultima cosa che sarai  mai, ragazza, è l’eroe di qualcuno.» Mercurio le riconsegnò la lama. «Ma  sarai  una ragazza che gli eroi temeranno.»

 

Il carattere graffiante di Mia e la sua spavalderia sono le caratteristiche principali del suo personaggio, ma nascondono un cuore buono. In molti non sono convinti che la Chiesa Rossa sia la sua strada, ma lei ha una missione e non si fermerà finché non l’avrà portata a termine.

L’unico che crede davvero nelle sue potenzialità e nella sua vendetta è Messer Cortese: il non-gatto ombra che accompagna sempre la nostra protagonista. Infatti nel corso del libro scopriamo che Mia non è un’umana come gli altri, bensì una tenebris capace di comandare le ombre a suo piacimento, e Messer Cortese è il demone che veglia su di lei e si ciba delle sue paure fin dall’omicidio di suo padre; la conosce come nessun altro, meglio di quanto lei conosca se stessa, per questo ci sono delle cose da cui la protegge.

«… anche se non ho una faccia, credimi quando ti dico che ti sto fissando con uno sguardo da farti rimanere senza mutande…»
Mia roteò gli occhi. «Sì, padre.»
«… naturalmente, sembra che rimanere senza mutande sia il tuo obiettivo, perciò forse dovrei smettere.. »
«Sì, padrrrrre…»
«… Non usare quel tono di voce con me, signorinella…»

I loro battibecchi sono parte integrante della storia, come il fatto che nessuno dei due sappia esattamente cosa sia l’altro.

Fatemi dire una cosa: Jay Kristoff non salva nessuno, non si fa remore se qualcuno deve morire. A questo ero abituata dopo la Illuminae Files, ma qui passiamo al livello successivo. Se siete fan dei colpi di scena, è il libro giusto per voi. La serie non è  per i deboli di cuore. Non solo per il linguaggio volgare che propone descrizioni vivide di omicidi e sesso, ma anche per i temi che affronta: la morte sembra sempre annidarsi tra le pagine, cercando di farcela abbracciare invece che temere. Ogni pagina vi attira verso l’oscurità della città e del culto, rendendo l’omicidio un’arte e l’inganno una forma di vita, vi porta a non fidarvi di nessuno, perché il pericolo è tangibile tanto quanto la vita stessa.

Ha la particolarità di essere una cosa nuova, nonostante il cliché della vendetta, è ben scritta e dettagliata, non è assolutamente campata in aria e soprattutto si vede l’amore dell’autore nei confronti della sua protagonista. Non manca di sfotterla certe volte, ma è quello che fanno i buoni amici.

Per concludere, consiglio questa serie a chi ama i fantasy ma è stufo di leggere sempre le solite storielle, a chi è stufo delle protagoniste passive e che aspettano che la situazione capiti loro davanti, Mia è decisamente una che fa accadere le cose. Quindi, se non avete paura di sporcarvi un po’ i pensieri, dovreste intraprendere questo viaggio che è Nevernight, e scoprire quanto è cazzuta Mia Corvere.

Mai tirarsi indietro. Mai avere paura. E mai, mai dimenticare.

 

ultime parole alla luce della candela
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Recensione di Nevernight scritta da Camilla Ottani per #readEat – libri da mangiare.
Rubrica La parola ai lettori.

Editor freelance, lettrice compulsiva, mangiona impenitente. Tra un refuso e una briciola recensisco libri e lavoro con gli autori accanto alle loro storie.

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