Andrea Bacan, Aperiromanzo, Luoghinteriori

aperitivi interiori

Solitamente, l’orario dell’aperitivo è per me sinonimo di Martini bianco, Campari, Negroni sbagliato o Spritz, se non troppo annacquato. Avrei tanto da raccontare sulle risate, le amicizie e il tasso alcolemico di una Bologna che mi manca e che Aperiromanzo, per alcune situazioni narrate, mi ricorda. Tuttavia, in barba a ogni possibile associazione con l’ormai non-più-vicina gioventù, questo libro ha trovato un modo di inserirsi tra le pieghe delle mie giornate, donandomi happy hour letterari capaci di lasciare addosso la stessa spensieratezza delle chiacchiere al tavolino del bar.

Andrea Bacan ha confezionato sei racconti, ideali da accompagnare quella che al tempo era l’ora senza pari; sei piccole pause che, giorno dopo giorno, mi hanno fatto sentire come in attesa di incontrare un vecchio amico, quello che in ogni compagnia ha sempre qualche mirabolante aneddoto su Tizio che conosce Un Tale, e che tiene banco finché l’aperitivo non diventa apericena.

Di questo libro, edito da LuoghInteriori Edizioni, ho apprezzato la versatilità dell’autore, abile nel proporre una varietà di registri che spazia da quello puramente teatrale (inusuale per un racconto!) a quello più classico, giocando nel diversificare i fili della narrazione per rendere ogni storia un vero e proprio esercizio di stile. Aperiromanzo offre situazioni e personaggi mai uguali; che sia la Morte alle prese con chi la ignora perché in attesa d’altro o un uomo grosso e schivo ‘creatore di idee’, i protagonisti di queste storie raccontano a propria volta la poliedricità di chi li ha creati, immagino non senza qualche sorriso. In termini culinari, Bacan è una tavola imbandita e ricca, capace di destreggiarsi abilmente con le portate del menù sullo sfondo di una tovaglia ironica e dal motivo leggero

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Tale abbondanza non poteva fare altro che ispirare alla cucina letteraria di #readEat un piatto ricco e pieno, invitandomi a giocare con le forme e gli ingredienti! Così, armata di spatola e tanta buona volontà, ho sperimentato un plumcake salato, farcito con prosciutto cotto, parmigiano, provolone dolce e zucchine grattugiate, più una spolverata di semini di sesamo in superficie e un ingrediente segreto che solo chi si iscrive alla newsletter potrà scoprire! Non essendo abituata a cucinare per una persona sola, può darsi che abbia leggermente abbondato con le dosi, quindi insieme al panetto classico ho aggiunto anche qualche muffin, con lo stesso impasto.
Da servire all’ora dell’aperitivo, ovviamente.

 

Consigli utili per cuochi coraggiosi
Per realizzare il plumcake ho effettuato prima qualche indagine tra le varie ricette, salvo poi fare di testa mia. Se anche voi volete fare di testa mia dico in anticipo: non spaventatevi. Le zucchine in cottura rilasciano acqua, questo renderà il vostro rustico umidiccio (molto), morbido e non troppo alto. Non avete fatto una schifezza, tenetelo a mente soprattutto per la versione muffin, quando in forno vedrete eruzioni di provolone che neanche il Vesuvio ai tempi di Tito.

 

recensione cucinata del libro ‘Aperiromanzo’ di Andrea Bacan, per i tipi di LuoghInteriori.

Editor freelance, lettrice compulsiva, mangiona impenitente. Tra un refuso e una briciola, recensisco libri e lavoro con gli autori, accanto alle loro storie. Fino al 15 settembre accetto manoscritti per valutazioni gratuite!

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